IL PROGRAMMATORE

IL PROGRAMMATORE: COSA È E COME DIVENTARLO

Nel panorama aziendale, il programmatore è la figura lavorativa che meno risente della crisi occupazionale ed economica.

Da parecchi anni, ormai, una tra le figure lavorative più ricercate dalle aziende è il programmatore informatico. Un ruolo professionale di cui si sente un forte bisogno per far fronte alle sfide tecnologiche che le imprese devono affrontare giornalmente. In Italia i programmatori, siano indipendenti o assunti all’interno di un organico aziendale, rappresentano una forza di 76mila lavoratori: un dato che contraddice il basso tasso occupazionale del nostro Paese. Si tratta di analisti di procedure informatiche, sviluppatori di software e app e consulenti per la gestione aziendale. Secondo il mensile americano Forbes, la figura del programmatore è la quarta più richiesta negli Stati Uniti e la situazione non cambia in Europa, dove, solo nel 2015, sono state aperte 500 mila posizioni, e destinate ad aumentare esponenzialmente nel 2020.

CHI È IL PROGRAMMATORE?

Il programmatore è un lavoratore professionista che, attraverso la relativa fase di programmazione, traduce o codifica l’algoritmo risolutivo di un problema dato nel codice sorgente del software da far eseguire ad un elaboratore, utilizzando un certo linguaggio di programmazione.

Con lo sviluppo nel campo dell’informatica, il programmatore necessita di una formazione completa, capace di garantirgli le competenze adatte a risolvere le problematiche del software. La capacità di problem solving collima con il percorso di specializzazione intrapreso. Nel mondo della programmazione, i campi in cui specializzarsi sono tantissimi: dalla programmazione web, alla creazione software per PC, smartphone e tablet, fino alla consulenza informatica.

IL LINGUAGGIO DEL PROGRAMMATORE

Il percorso che ogni programmatore fa non è di certo facile e presenta diverse complessità, dal momento che le competenze devono essere sia tecniche che trasversali. Come nuova figura professionale poliedrica, il programmatore conosce i più diffusi linguaggi di programmazione, le principali regole della programmazione strutturata, le diverse tipologie di applicazioni software e i principali sistemi operativi utilizzati da computer e dispositivi mobile..

Il programmatore si forma attraverso un percorso accademico o tramite corsi online, affinando le adeguate conoscenze grafiche e tecniche. Ad esempio, Code.org, organizzazione no-profit statunitense che si occupa di promuovere l’insegnamento dei maggiori linguaggi di programmazione, è un ottimo esempio di offerta di formazione online che offre risorse, strumenti e tutorial per favorire la diffusione della conoscenza dell’informatica.

La caratteristica dei vari linguaggi di programmazione consente al programmatore di interfacciarsi con realtà lavorative differenti. Certamente il programmatore web, per creare siti dinamici e graficamente appetibili, conosce l’HTML (che è propriamente un linguaggio di markup), impara i CSS, oltre a padroneggiare PHP, Javascript, C++, Python, Objective-C, NET Framework e tanti altri.

La programmazione delle app richiede competenze diverse, soprattutto se queste sono sviluppate per il sistema operativo Android oppure iOS. Nello specifico, per creare app iOS per i dispositivi Apple è opportuno conoscere il linguaggio di programmazione Swift, l’innovazione di Cupertino object-oriented per sistemi macOS, iOS, watchOS, TvOS e Linux.

OCCHIO ALLO STIPENDIO

Senza dubbio l’aspetto remunerativo è da tenere in considerazione. In Italia, il programmatore è solito lavorare a progetto, soprattutto se svolge un’attività da libero professionista; per chi lavora in azienda, il programmatore dipendente viene pagato circa 1.200 – 1.300 € mensili. All’estero, specialmente negli Stati Uniti, il programmatore viene pagato anche più di 100.000 € annui.

I programmatori sono figure professionali ricercatissime ed è per questo che si richiede una formazione completa per rispondere all’offerta attuale del mondo del lavoro.