Il Reflective Level dell'Emotional Design

All'interno di una pubblicazione intitolata "The role of affect and proto-affect in effective functioning" (2004) i ricercatori e esperti di UX Design Don Norman, Andrew Ortony e William Revelle, hanno aperto una strada verso uno dei più conosciuti approcci all'emozione e design. Il loro modello basato su tre livelli dell'emotional design offre una nuova prospettiva nelle scelte e considerazioni durante la fase di progettazione. Il modello sottolinea come giochino un ruolo centrale le emozioni generate dall'esperienza utente legate a un prodotto, dando maggiore importanza alle sensazioni provate dalla persona nell'utilizzo di un prodotto piuttosto che all'usabilità dello stesso. Questo modello ha per ogni livello una corrispondente area di progettazione: una di queste è sicuramente il Livello Riflettente (Reflective Level).

Secondo lo studio di Norman, il Livello Riflettente è l'unica forma cosciente di elaborazione. Questo processo coinvolge la considerazione attiva di un prodotto, ovvero il modo in cui interagiamo soggettivamente, il ruolo che questo ricopre all’interno del nostro ambiente e che genere di influenza ha su di noi al momento del suo utilizzo. Il Reflective Design analizza come l'utente razionalizza e intellettualizza un prodotto in base a fattori molto personali e soggettivi. A tal proposito l'utente potrebbe domandarsi come il prodotto interagisca con se stesso, se lo renda una persona migliore o peggiore, se possa permettergli di raccontare una storia o meno e successivamente condividerla, creando quindi una connessione, con altri utenti.

Conoscere i propri utenti

Essenzialmente, se siamo interessati a progettare il Reflective Level dell'Emotional Design, bisogna concentrarsi su ciò che il prodotto può significare per i fruitori, se ci sia un comportamento di base legato al progetto oppure se, attraverso quest'ultimo, si vuole veicolare un messaggio di un certo spessore. Indipendentemente al tipo di messaggio che si vuole trasmettere, questo livello dovrà contenere l'idea che l'utente ha di se. Il fine ultimo è quello di influenzare gli utenti o i potenziali clienti a livello emotivo generando una risposta positiva e aprendo la strada ad una connessione con il nostro prodotto.

Le pubblicità all'inizio del XXI secolo erano prive degli aspetti funzionali o comportamentali del prodotto. Le compagnie spesso inserivano i propri prodotti all'interno di scenari dove, prodotti come Apple o Android, fornivano assistenza attraverso l'ascolto di musica, download di email o chiamare in totale comodità. Adesso invece ci vengono date in pasto “tipologie di persone”, situazioni o esperienze legate ad un determinato prodotto. Vuoi essere ricco e famoso? Ecco una scena in cui una persona ricca e famosa utilizza un particolare prodotto, persona nella quale l’utente si immedesima. Ma senza quel prodotto come potrebbe raggiungere quello stile di vita? Il messaggio veicolato? Compra questo fantastico prodotto (per la cura dei capelli /smartphone/ computer/ giochi/ oggetti di moda) e anche tu potrai realizzare i tuoi sogni.

All’interno del Reflective Design

La pubblicità pensa al Reflective Level in un unico modo, ma esistono molti altri metodi efficaci, come il branding, l'imballaggio e, forse i più importanti per assicurare che il prodotto abbia successo ovvero: qualità e funzioni. Quando noi decidiamo cosa acquistare, tutti i prodotti vanno a stimolare il livello riflettente, anche se alcune di queste decisioni vengono influenzate da elementi pratici e funzionali. Come ci insegnano Rogers, Sharp e Preece nell'Interaction Design: Beyond Human-Computer Interaction:

"...il design di un orologio Swatch si concentra su aspetti riflessivi dove l'estetica e l'uso di immagini culturali e elementi grafici risultano centrali. Colori brillanti, disegni selvaggi e l'arte fanno parte del marchio Swatch ed è proprio questo ad attrarre e spingere le persone a comprare e indossare orologi."

Di seguito è riportato un elenco di operazioni riflessive che influenzano le decisioni prese e i legami emotivi che creiamo con gli oggetti del nostro ambiente.

Analisi delle qualità superficiali

Questo aspetto può essere influenzato in base al nostro stato emotivo, ciò che ci piace o non ci piace, in quale direzione il prodotto si muove, come lo utilizzeremo e soprattutto chi lo noterà. Spesso prendiamo decisioni basandoci su come gli altri ci giudicheranno.

Analisi basate su esperienze passate

Come ci siamo sentiti utilizzando un determinato prodotto l'ultima volta? Se un oggetto possiede le stesse qualità simili a un oggetto che abbiamo usato in precedenza, questo potrebbe provocare emozioni o riproporre sensazioni simili. Il processo Riflessivo ha inizio quando questi ci permettono di dare giudizi di valore. Riflettendo sulle esperienze passate e condividendole con il prodotto, il nostro quotidiano viene incorporato nella nostra esperienza globale prendendo parte alle nostre memorie di quello che svolgiamo in quel dato momento, dove e con chi siamo e cosa proviamo. Molti di questi prodotti fanno già parte dell'esperienza formativa della memoria; telecamere, telefoni cellulari, computer, tutte queste cose contribuiscono a registrare e condividere cose per noi importanti.

Proiettare speranze su prodotti atti a migliorare la propria persona

Quando osserviamo un prodotto, spesso proiettiamo i nostri pensieri, atteggiamenti, speranze e intenzioni su di esso. Per fare un esempio, milioni di persone, all'inizio di ogni anno, cercano e spendono milioni, se non miliardi di euro/dollari/sterline su attrezzature o abbonamenti per l'esercizio fisico. Questi acquisti hanno come scopo ultimo il miglioramento di se, della propria immagine. I prodotti sono parte della vita delle persone e vengono utilizzati come simboli di chi siamo o vogliamo essere. Se si desidera che le persone acquistino i tuoi attrezzi, probabilmente utilizzerai qualcuno adatto e atletico per pubblicizzarli giocando sui desideri del mercato di riferimento. Il Reflective Design sfrutta informazioni sia dall'elaborazione viscerale che comportamentale, in combinazione con le nostre conoscenze ed esperienze. Tuttavia non ha accesso diretto alle informazioni sensoriali, al contrario le informazioni sensoriali vengono filtrate attraverso i livelli inconsci dell'elaborazione (vale a dire viscerale e comportamentale), che influenza la nostra prospettiva e pensieri come conseguenza. Il Reflective Design rappresenta la sfida più grande per i progettisti, in quanto i clienti e gli utenti hanno opinioni, atteggiamenti, ricordi e esperienze diverse che vengono richiamate quando elaborano giudizi di valore durante la fase riflettente. Per sfruttare con successo il livello di riflessione, bisogna indagare su cosa vogliono gli utenti dei nostri prodotti, non solo in termini di utilizzo ma anche come questi finiscano per adattarsi e migliorare la loro vita.

Se pensi che questa potrebbe essere la strada giusta, scopri i nostri corsi di Informatica e design per poter avviare la tua carriera nel digitale, attraverso corsi accreditati dalla Regione Lazio con Qualifica Professionale.