Università e skills digitali

Università e skills digitali

Il tema delle competenze legate alle nuove tecnologie è di oramai stretta attualità, diventando oggetto di dibattito anche all’interno di contesti istituzionali. La ricerca condotta da University2Business, società del Gruppo Digital360, attraverso una collaborazione con la Enel Foundation ha stilato un quadro di sintesi sulla situazione.

Secondo i dati, solo:

  • il 30% degli oltre 2160 studenti coinvolti conferma di possedere conoscenze teoriche avanzate sul digitale applicato al business (mobile, advertising, cloud, fatturazione elettronica e Big Data);
  • il 16% assicura di possedere conoscenze soddisfacentemente avanzate da saper sviluppare software;
  • il 29% sta seguendo un percorso di formazione per ottenere conoscenze digitali avanzate.

Su un campione di 250 manager delle HR intervistate, circa il 76% ha difficoltà nel trovare laureati adeguatamente preparati nel settore. Il problema che emerge e che da mesi accende la discussione mostra come sia presente un gap sulle skill tecnologiche. Il 60% degli universitari non ha mai sentito parlare di alcuni dei principali fenomeni dell’innovazione come blockchain, Internet of Things e anche Industry 4.0. Circa il 21,5% vanta esperienze concrete nell’organizzazione di progetti relativi a blog, social network o di siti di e-commerce. 

Emerge inoltre un forte spirito imprenditoriale:

  • il 27% degli intervistati possiede una propria idea di business, tuttavia non possiede gli strumenti e le conoscenze per poterla avviare.
  • solo il 19% degli intervistati crede che il digitale favorisca lo sviluppo di modelli di business innovativi e discontinui rispetto al passato.

Una delle cause scatenanti va ricercata all’interno degli indirizzi universitari che non sembrano rispondere positivamente a questi temi. Su un totale di 4200 corsi di laurea di 556 facoltà, solo 2140 possiedono tra i propri indirizzi discipline specializzate sul digitale. Simili lacune compromettono anche l’ingresso nel mondo del lavoro dei neolaureati: 2 aziende su 3 ritengono simili competenze estremamente importanti all’interno dell’iter di selezione.

Naturalmente va indicato come solo il 38% delle aziende investono nello sviluppo di competenze digitali e solo il 28% in competenze imprenditoriali dei propri dipendenti; in un simile discorso aziendale solo un HR Manager su quattro ha effettuato una verifica delle skill presenti in azienda. Tuttavia all’interno dei dati è possibile leggere una nota positiva: la percentuale di coloro che hanno sviluppato progetti digitali è raddoppiata, mentre è calata sensibilmente la quota di studenti carenti di conoscenze teoriche e concrete. Ciò non toglie che una grande fetta di universitari è spettatore inconsapevole di una trasformazione culturale aziendale, dei processi produttivi e dei modelli di business. 

Secondo il Ceo di Digital360 Andrea Rangone, la responsabilità non è solo dei giovani che si stanno avvicinando al mondo del lavoro o dell’effettiva inadeguatezza di indirizzi digitali nelle università italiane, ma anche delle stesse imprese che lamentano importanti deficit a livello di disponibilità di giovani qualificati. Tutto ciò può cambiare se le aziende iniziassero ad investire in piani di formazione utili per fornire ai propri dipendenti le conoscenze necessarie per un corretto modello di business.